
Lunedì 27 novembre, al mattino, noi alunni della classe 3B, con la maestra Marina e il maestro Giorgio, abbiamo fatto il “giro della polenta“.
Con lo scuolabus siamo andati prima a Zoppola per sgranare le pannocchie, poi ad Arzene a macinare i chicchi e infine a Castions per cuocere la polenta.
| A Zoppola, a casa del signor Pio, c’erano in cortile due sgranatoi “cavallette”, uno alla volta ci siamo seduti sul sedile di legno, poi abbiamo preso una pannocchia dal cesto e l’abbiamo infilata in un buco con dei denti di ferro.Giravamo la manovella e da una parte cadevano i chicchi e dall’ altra usciva il tutolo. |
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Intanto un compagno provava a sgranare con il “grat”: un arnese di ferro, con denti a punta, che si infila nella mano. |
Poi siamo andati in un vecchio mulino di Arzene, in via Maiarof.
| Il sig. Umberto, per prima cosa ci ha mostrato le cascate d’acqua e come si potevano regolare per far arrivare energia al mulino. |
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Dopo
siamo entrati nella stanza delle macine.
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Una era di pietra: da un grande imbuto di legno i chicchi cadevano in un buco situato in mezzo a una pietra rotonda che girava velocemente sopra un’ altra ferma; i chicchi venivano macinati e da un’ apertura usciva la farina mista alla crusca che un setaccio poi divideva, ma non separava del tutto. |
L’ altra macina funzionava a rulli di ferro: i cicchi venivano versati in una vasca per terra, poi venivano portati in alto con delle cinghie munite di scodelle che li muovevano dentro la macina; da un’ apertura usciva la farina che veniva separata bene dalla crusca con il movimento di due setacci.
Durante la macinazione abbiamo potuto osservare bene tutti gli ingranaggi e le cinghie che lavoravano con la forza dell’acqua.
Siamo risaliti in pullman e siamo andati a casa della signora Rita.
| Lei ci ha fatto entrare in
cucina. Il paiolo con la polenta un po’ cotta era già sul fuoco della stufa. Ci ha invitati ad osservare la stufa: era stata costruita sul posto con i mattoni e poi rivestita di piastrelle bianche; aveva una camera dove ardeva un bel fuoco,un’altra sotto raccoglieva la cenere e due più grandi imparte che servivano da forno. |
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Uno alla volta abbiamo provato a mescolare la polenta; intanto la signora ci ha spiegato la ricetta per cuocere bene la polenta: “Si fa bollire l’ acqua nel paiolo, si mette il sale nella giusta dose, si versa la farina lentamente e girandola con il mestolo in modo che non faccia i grumi, infine si mescola per almeno 50 minuti".
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Finita la cottura la nonna Rita ha rovesciato la polenta nel tagliere di legno con un gesto molto preciso. |
La signora ci ha poi mostrato come una volta si tagliava la polenta con il filo.

Abbiamo coperto la polenta con un tovagliolo e portata con noi a scuola.
In aula l’abbiamo mangiata: era buona,forse mancava un po’ di sale.
In questo modo si è concluso il viaggio della polenta.
Classe Terza B