
Era una tiepida giornata d'Ottobre.
Nel castagneto, Marronella la regina delle castagne, si svegliò di buon mattino, decisa ad uscire dal riccio, ma per l'ennesima volta non ci riuscì.
Era stanca di restare lì e voleva vedere la luce del sole.
Intanto, uno scoiattolo di nome Red, si stava arrampicando sul castagno.
Ad un tratto sentì un gemito: " Voglio uscire, voglio uscire! Qualcuno mi aiuti!"
Red: "Eccomi qua! Adesso ti aiuto ad aprire la tua casetta. Ecco fatto!"
La castagna: " Grazie tante scoiattolo, non vedevo l'ora! Finalmente posso vedere la luce, le mie sorelle, e le piante del bosco che stanno cambiando vestito. "
Lo scoiattolo: "Ciao! Io sono Red, tu come ti chiami?"
" Mi chiamo Marronella, la regina delle castagne. Sono felice di conoscerti. Ero stanca di stare là dentro: diventavo sempre più grande e grossa! Grazie Red! "
Verso sera, Marronella propose allo scoiattolo di andare alla CASA delle CASTAGNE dove vengono radunate tutte. Red accettò.
Arrivati, la regina fu accolta da una folla esultante di amiche che la stavano aspettando per salutarla: stavano per essere trasformate in farina. " Che tristezza! Beata te che sarai incoronata! "
" Però la mia felicità durerà poco perché, presto, sarò prigioniera di una scatola dorata, ma sempre una prigione! "
Red sconvolto da quelle parole, escogitò un piano per liberarle tutte dal pericolo di essere portate via.
Tornato nel bosco, chiamò in aiuto i due fratelli Fulmine e Saetta, riccio Carrarmato e numerosi uccelli, come il picchio Beccodacciaio e il merlo Canterino.
Tutti si misero all'opera per liberare Marronella con le sue amiche e le portarono di nuovo nel bosco.
Si ritrovarono tutti ai piedi del castagno più maestoso, e fecero una gran festa con tutti gli amici del bosco.
Alessia e Nicholas
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A Melara, paese della pianura Padana, vengono coltivate centinaia di zucche.
Ogni anno, nel mese d’agosto, si fa una festa per premiare la zucca più grossa e più bella.
In una zuccaia, numerose zucche stavano beate al sole estivo, e tra loro ce n’era una dal colore verde oliva, di nome Giuliva.
Tutte le sere, un grillo ed il suo coro" Crick Crick " si esibivano in melodiosi canti, tra quei grossi frutti.
Giuliva: "Il coro che tu dirigi è veramente armonioso! Quando cantate e suonate, sento la felicità che mi circonda!"
Il grillo Crick: " Grazie, Giuliva! Stiamo cercando di raggiungere il massimo per farti felice!”
A mezzanotte, i grilli interrompevano il canto e salutavano:
” Ora andiamo, ci vedremo domani per un altro concerto!"
Un mattino, una cavalletta affamata si fermò davanti a Giuliva e, ammirandola con uno sguardo vorace, disse: "Quanto sei bella, chissà quanti pasti mi potrei fare con te!" E stava per chiamare le sue amiche quando…
Giuliva: " No… no, non ci provare a mangiarmi, altrimenti non potrò partecipare al concorso di bellezza!"
La zucca, infatti, stava diventando ogni giorno più grande e colorata assorbendo acqua e i raggi del sole, e pensò che il suo sogno poteva essere infranto!
Poco dopo giunse il suo padrone che voleva controllare la crescita della cucurbitacea, e cominciò a batterla facendola urlare:
"Ahi! Mi fai male! Mi vengono i lividi, sarò orribile per il concorso di bellezza!" Grilli, aiuto, aiutatemi voi!"
Il capo dei grilli, che stava riposando, si svegliò e diede il via al suo coro. Tutti incominciarono a cantare senza sosta e sempre più forte:
" Cri…cri…cri cri cri cri cri cri cri cri cri cri cri… "
La cavalletta ebbe paura e scappò. Non ci pensò nemmeno di chiamare le sue amiche.
Anche il padrone del campo se ne andò tappandosi le orecchie, così Giuliva rimase tranquilla e beata al sole, e aspettando il concorso di bellezza, sognava:
" Diventerò la REGINA ZUCCONA DEL POLESINE!"
Zara, Nicola, Giorgia
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In un limoneto della costa meridionale si radunavano spesso le cicale per cantare.
Un giorno, questo concerto non finiva mai e i limoni erano spazientiti perché volevano riposare in silenzio.
Un grosso limone disse alla cicala direttrice: " Vogliamo goderci il sole caldo di questo pomeriggio d'estate perché domani verranno degli uomini a raccoglierci.”
"Va bene, vi accontentiamo, torneremo domani mattina!"
La mattina seguente, le cicale tornarono e iniziarono a cantare.
La loro voce era stridula e stonata, e con quel canto fecero irritare i contadini che erano venuti a raccogliere i limoni.
Gli uomini chiesero alle cicale di smettere: "Come mai oggi cantate così male? Vi prego, fermatevi!” Ma le cicale canterine non li ascoltarono, così essi dovettero andarsene con le ceste vuote.
I limoni s’insospettirono e chiesero: "Come mai cantate così?"
Una cicala spiegò: "Volevamo infastidire i contadini per farli allontanare e salvarvi, però adesso cercheremo di intonare un canto più melodioso.” E provarono a cantare senza risultato.
I limoni si commossero e incominciarono a piangere…e le loro lacrime caddero sopra le cicale che, grazie a quel succo miracoloso, ripresero a cantare a gran voce, tutte in coro.
Il giorno dopo i contadini tornarono, raccolsero i limoni per portarli al mercato: sarebbero stati utili ad altri.
Eleonora e Alessandro
Nell'agrumeto sul pendio della collina siciliana, Rosaria, un'arancia dal colorito acceso sfumato di rosso, profumata e dal carattere dolce, ammirava il mare e sospirava: "Che bello, quanto mi piacerebbe tuffarmi nell'acqua fresca!"
Ad un certo punto sentì un cinguettio. Era un uccellino:
"Ciao! Sono Cardellino, non riesco a muovermi perché ho un'ala ferita. Adesso ti spiego. Mentre stavo volando sopra la scogliera, sono andato a sbattere su un fico d'India pieno di spine, e mi sono ferito. Un uccellino mi ha aiutato a liberarmi, poi è volato via senza presentarsi. Volevo ringraziarlo! "
Rosaria propose: " Andiamo a cercare, quest'uccellino misterioso.
Cardellino accettò.
Insieme s’inoltrarono nella macchia mediterranea. Cardellino udì di nuovo, e riconobbe, il cinguettio dell'uccellino salvatore.
Si girò e lo vide: era bellissimo, ma soprattutto il suo canto era melodioso.
Correndo verso di lui esclamò: "Grazie per avermi salvato!"
Ed egli: " Sono felice che ti ricordi di me! Adesso ho bisogno io! Ho tanta sete!"
Cardellino, premuroso, gli disse: "Rosaria ti aiuterà!"
Rosaria: "Vieni vicino a me, posa il tuo becco sulla mia pelle, e succhia il mio nettare!"
L' uccellino così fece cominciando a sentirsi meglio e a cantare allegramente.
Intanto i due amici, che lo stavano ascoltando, si accorsero che il suo petto si arrossava sempre più, così lo chiamarono Pettirosso.
Rosaria era proprio un'arancia magica: il suo succo era stato miracoloso!
I tre amici ritornarono insieme nell'agrumeto.
Angelica e Brian
Un giorno d'autunno Rico, un riccio goloso, stava passeggiando in un meleto.
Tra le foglie cadute sull’erba, vide un bruco; era Cattiverius che stava per avvicinarsi a Renata, una bellissima mela, nascosta sotto il fogliame. Poverina ! Era caduta dall’albero e si sentiva in pericolo: "Per favore, Rico, non mangiarmi! Sono ancora giovane e voglio vivere ancora! "
Rico a quelle parole si commosse e disse: " Non essere sciocca, ti voglio aiutare! Renata, ti piacerebbe rimanere con me fino alla prossima primavera?"
Renata acconsentì.
Prendendola con gli aculei, senza farle male, la portò nella sua tana.
Renata era bella, gialla e profumata.
Passarono l’inverno insieme e la mela, a poco a poco, diventò di colore rosso acceso e profumatissima.
Un giorno volle tornare alla pianta da dove era venuta, e il riccio l'accompagnò.
All' improvviso un gheppio si precipitò su essi e agguantò l'animale
portandoselo nella sua tana.
Renata si mise a piangere e aspettò che qualcuno la soccorresse.
Arrivarono due ricci, Spillo e Spilla, che presero la mela, la portarono nella loro tana, ma Renata era triste perché Rico non c'era più.
In una mattina tiepida uscirono nel prato. Ad un tratto Renata si sentì accarezzare: era la manina di una bimba che la raccolse e la portò a casa.
Renata fu posta in una coppa insieme ad altri frutti.
Elisa ed Enrico
In una splendida giornata di fine estate, sulla costa calabrese, Bergamot con i suoi fratelli si godeva il caldo sole.
Intorno si espandevano i loro profumi, e la bellezza dei vestiti, giallo oro, si vedeva da lontano.
In un angolo dell’agrumeto, arrampicata ad un muretto, una rosa si beava ai raggi del sole, quando sentì una voce:
" Ciao! Come ti chiami? Io sono Bergamot, il frutto più profumato del mondo.
Da dove viene quel delicato profumo, diverso dal mio?"
La rosa Gioia, compiaciuta, rispose: " Emana da me, ti piace? Osserva il mio vestito! È giallo come il tuo!"
Così conversarono ancora un po' e si conobbero meglio, scoprirono di avere alcune qualità in comune.
La mattina seguente furono svegliati da uno strano rumore che sembrava quasi una marcia, anzi un vero esercito di tulipani, venuti apposta dall'Olanda, per strappare ai bergamotti l'essenza profumata.
Arrivarono e chiesero subito: "Sapete dove trovare il maestoso bergamotto di cui si parla tanto?"
La rosa domandò: "Perché lo cercate così impazientemente?"
"Perché, noi tulipani non siamo profumati e vogliamo essere come loro, ricercati, per profumare il nostro Paese.
La rosa: "Anch'io sono profumata!
I tulipani: "La nostra corolla, però, forma un bicchiere dove vogliamo raccogliere l'essenza di quei frutti.”
E continuarono la marcia in girotondo cantando: "Andiam, andiam, andiamo ad annusar… la la la la la la la. Andiam, andiam, andiamo a ricavar, l'essenza Bergamot che è bon…è bon…è bon…è bon!
I bergamotti tremavano dalla paura e si agitavano sui rami, intanto i tulipani chiamarono i loro alleati che con velocità piombarono sull'agrumeto: un vero esercito d’api e vespe, veramente agguerrite. Cominciarono a punzecchiare la buccia di Bergamot e dei suoi fratelli che gridavano di dolore: " Aiuto! Aiuto! Ah…Ahhhh… Ci state succhiando l'anima!"
Ma loro continuavano e riempivano d’essenza profumata i calici dei maestosi tulipani.
Quando li ebbero riempiti, si rimisero in cammino verso il loro Paese, soddisfatti del bottino odoroso, intanto Bergamot e i suoi, privati dell'aroma prezioso, piangevano disperati.
Alice e Kevin