Tra il mese di febbraio e di marzo, le classi 3A e 3B del plesso scolastico di Bannia sono state ospitati e hanno ospitato i ragazzi della cooperativa sociale ‘Il Granello’ di San Vito al Tagliamento. Insieme a loro abbiamo realizzato una borsetta con la tecnica dello stencil e ci siamo confrontati con un mondo che troppo spesso rimane nella penombra. Queste che seguono sono alcune riflessioni degli alunni, nate in seguito a questa esperienza e che fanno parte del percorso di Educazione all’affettività: ‘Un viaggio nell’interiorità’.

Cogliamo l’occasione per ringraziare gli amici della Cooperativa e tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa.

(i bambini hanno scritto alcune loro impressioni seguendo domande guida)

Ho provato molta felicità e anche, all’inizio un po’ di paura. Credevo di averne ma sbagliavo perché mi sono divertita moltissimo e, quando siamo tornati a scuola, io volevo restare con loro soprattutto con C. Ho capito che essere diversi non è poi una brutta cosa. Anche  loro provavano i miei stessi sentimenti. Vorrei che sapessero anche i miei genitori  che mi sono divertita un mondo.

Quando sono stata ospite al Granello ho provato un po’ di disagio, dopo quando abbiamo iniziato a lavorare ero abbastanza tranquilla. Vorrei che gli amici del Granello sapessero che mi piace fare i lavoretti e li vorrei fare tutti i giorni anche a scuola. Guardando l’amica C. ho visto i lei un po’ di stupore a vedere noi bambini. Come Alice nel Paese delle Meraviglie che provava stupore vedendo quei personaggi meravigliosi.

 

Quando sono stato al “Granello” ho capito che sono delle persone con dei problemi ma ci capivamo lo stesso. Io credevo che fossero seduti sulle sedie a rotelle, invece sono come noi. Sono persone che le cose che sapevano fare, non se le sono tenute per loro, ma ce le hanno insegnate. Io non ho problemi, ma loro se la cavano come noi.

 

   
Prima di conoscere gli amici del Granello l’immaginavo in modo diverso, ora ha ho scoperto che sono molto diversi da come li immaginavo. Prima di iniziare il lavoro un mio compagno, quando F. ha detto una frase, si è messo a ridere e io penso che la signora F. abbia provato dispiacere. Vorrei che i miei genitori scoprissero che abbiamo lavorato con dei ragazzi che hanno un ‘handicap’ e che Marco e Alessandra li aiutano a realizzare il loro sogno.
   

Questo lavoro è stato diverso perché ho fatto un progetto che per me è speciale che non avevo fatto mai in vita mia. Prima di conoscerli credevo che avessero soltanto un ‘handicap’ esteriore, perché in giro li vedo così. Ma ora ho scoperto che esistono problemi nel parlare. Vorrei che sapessero che io con loro mi sono divertita un sacco e spero che anche loro si siano divertiti qui da noi.
   
Ho provato prima un po’ di paura, e pensavo che avessero più problemi, però mi sbagliavo. In loro c’era tanta allegria e voglia di aiutare i miei compagni. Spero che loro abbiano visto in me un po’ di imbarazzo, ma anche la tenerezza e l’allegria

   

Quando sono stato ospite al Granello mi ha colpito E. perché anche se aveva un problema alla mano sinistra, stava scrivendo un racconto in un foglio, stava scrivendo in stampatello maiuscolo usando la mano sinistra !!!
   
Mi è piaciuto molto lavorare con loro. All’inizio avevo un po’ di paura ma dopo averli conosciuti ho scoperto che erano  simpatici e che essere diversi non è poi così brutto. Sembrava di stare con persone normali, perché scherzavano continuamente
Dopo aver parlato con F. ho scoperto che lei pur avendo un ‘handicap’ riusciva a farmi capire cosa diceva e ho scoperto che per lei ero diverso. Vorrei che gli amici del Granello sapessero che io appena entrato li vedevo come Alice nel Paese delle Meraviglie, e che loro vedendo me pensavano che io sia diverso e io penso che loro siano diversi.

   

Classi Terze

 

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